venerdì 30 agosto 2013

Lambrusco tra mito e realtà

 "Lambrusco tra mito e realtà".
Domenica 1 settembre a San Benedetto Po 
alle ore 17.00
 
Visita al Complesso Monastico Polironiano animata da un monaco benedettino che racconterà i segreti delle origini del Lambrusco: durante la visita sarà possibile degustare il Re Rosso delle bollicine
Partenza alle ore 17.00 dallo IAT in Piazza M. di Canossa 7 a San Benedetto Po (MN)
Costo a persona €10,00, bambini fino a 6 anni gratuiti
Per info e prenotazioni: 
IAT San Benedetto Po e Oltrepò mantovano -  Tel. 0376623036 -iat@oltrepomantova.it 

Il cielo in un bicchiere

Il Cielo in un bicchiere
Sabato 31 Agosto a San Benedetto Po (MN)
 

Programma
  • Ore 20.30 Visita guidata al complesso monastico alla scoperta dell’influenza astronomica sulla vita e sulle attività dei monaci benedettini.
  • Ore 21.30 degustazione nella galassia delle eccellenze mantovane assaggiando le stelle più brillanti dell’Oltrepò Mantovano
  • Ore 22.30 presso l’osservatorio astronomico di Gorgo alla scoperta della volta celeste
Costo € 14,00 a persona
bambini fino a 6 anni gratuito
partenza dall’ufficio IAT in Piazza Matilde di Canossa a San Benedetto Po (MN)
si consiglia lo spostamento dal centro all’osservatorio in macchina (circa 2km)
Prenotazioni :
tel. 0376 623036 - iat@oltrepomantova.it

La strada dei vini e sapori mantovani al Festivaletteratura



Per ulteriori info scrivi a info@mantovastrada.it

lunedì 26 agosto 2013

Corso di sommelier a mantova

NUOVO CORSO PER DIVENTARE SOMMELIER
 
A Mantova dal PROSSIMO martedì 17 Settembre 2013
Nuovo CORSO dei Sommelier per IMPARARE A DEGUSTARE
Pagheresti un Pasto al Ristorante senza ...sapere cosa mangi???
Impara a conoscere il vino per sapere cosa bevi!!!!
Partecipa e PASSA PAROLA a quanti sai che possono essere interessati

Il CORSO PER SOMMELIER di primo livello partirà il prossimo Settembre....
E’ necessario che gli interessati diano la loro adesione di conferma dell’iscrizione entro i primi giorni di Settembre via e-mail sommelier.mantova@alice.it
La sede del corso sarà presso il Ristorante Masseria di Piazza Broletto in Mantova.
Il corso è rivolto a tutti gli appassionati ed a quanti vogliono capire la qualità di un vino per degustarlo e comprenderne la personalità e le caratteristiche.
L’Associazione Italiana Sommelier, per meriti riconosciuti, è in assoluto la più valida scuola di formazione oggi presente sul territorio nazionale.
15 Lezioni di primo livello il Lunedì o il Martedì sera dalle 20.30 alle 23.00.
Durante il corso verrà insegnata la tecnica della degustazione dei vini (dal bianco al rosso, dagli spumanti ai passiti), quella dell’abbinamento del cibo con il vino, l’enogastronomia, la tecnica del servizio e le nozioni di base di viticoltura e di enologia. Ogni lezione prevede la spiegazione teorica degli argomenti e la degustazione guidata di tre o quattro vini e quella dei prodotti relativi alla lezione svolta. Alla fine del corso i partecipanti avranno veramente capito le tecniche di base per distinguere un vino di qualità e sapranno orientarsi nelle scelte sia al Ristorante che a casa.
Da quest’anno i corsisti vengono affiancati da tutor esperti e visiteranno le cantine mantovane, alcune della Franciacorta e/o della Valpolicella.
Il costo di iscrizione al primo livello del corso è di 500 euro.
Verranno forniti libri, quaderni, valigetta, bicchieri, la visita ad una grande cantina, tutte le degustazioni e gli assaggi dei vini che verranno effettuati durante il corso, le due visite in cantina con il tutor esperto e le degustazioni che ne seguiranno. Per partecipare al Corso, è necessaria l’iscrizione all'Ais nazionale (80 €) ed all’Ais Lombardia (30 €). Queste iscrizioni valgono fino alla fine dell’anno 2014 e danno il diritto di ricevere la bellissima Guida Duemilavini, l’altrettanto bella Guida Viniplus di tutti i vini di Lombardia, la Rivista Viniplus, la Rivista Bibenda, la newsletter di A.I.S. nazionale, la newsletter di A.I.S. Lombardia. Avrai diritto al biglietto d’ingresso al Vinitaly a soli 15 € nel giorno feriale che sceglierai. Potrai inoltre partecipare alle degustazioni programmate per i soci da Ais Mantova e da Ais Lombardia. Il costo complessivo di 610 euro potrà essere versato metà (circa) al momento della iscrizione ed il resto entro i primi di Novembre.
 

PER ISCRIVERTI o per avere altre informazioni scrivi a sommelier.mantova@alice.it



Guide e degustazioni

SABATO 31 AGOSTO ALLE ORE 17
 
 
Percorso a piedi attraverso la riserva naturale e Sic
Partenza da parcheggio della Pesa a Castellaro Lagusello (Monzambano, Mn)
Durata: 2 ore
Guida naturalistica: Koinè
Degustazione sapori locali (salumi, grana, torna di San Biagio): Strada dei Vini e Sapori

Per info e Prenotazioni
Tel. 0376228320 - 32803167127

CS Festival letteratura


Mantova, 4 all’8 settembre degustazioni e letteratura

BUONO, BELLO, GUSTOSO, LETTERARIO

All’Hotel dei Gonzaga “Terra del Bello – Arte del Buono” organizzato da La Strada dei Vini e dei Sapori Mantovani” Itinerari di piacere enogastronomico guidato, a margine e in sinergia ideale fra il gusto della tradizione locale e l’internazionalità culturale del Festival della Letteratura 2013

 "Terra del Bello – Arte del Buono". Le eccellenze di gusto e cultura mantovani incontrano la dotta internazionalità del Festival della Letteratura di Mantova. Sotto le insegne esperte de "La Strada dei Vini e dei Sapori Mantovani" evocativa di "itinerari di piacere". Evento originale che dal 4 all’8 settembre all’Hotel dei Gonzaga di Piazza Sordello, 52 a Mantova - Ingresso Gratuito, degustazione Euro 10, dalle 13 fino a notte fonda allestirà, ad ogni ora, assaggi degustativi guidati della produzione locale. Rafforzando l’intenzionalità felicemente collaborativa con la contemporaneità organizzativa del Festival della Letteratura.


Importante ed apprezzata rassegna internazionale che tra l’altro, in occasione dell’inaugurazione ufficiale, vedrà il contorno conviviale celebrativo e beneaugurate dei vini mantovani, offerti sempre dalla Strada dei Vini e dei Sapori. "Terra del Bello – Arte del Buono. La Strada dei Vini e dei Sapori Mantovani, itinerari di piacere" verrà dunque presentata nel corso della conferenza stampa in cui interverranno Gianni Boselli, Presidente della Strada dei Vini e dei Sapori Mantovani e Gianluca Bianchi, Presidente di Federalberghi. A loro il compito di illustrare il prezioso ed eccellente catalogo dal vivo di produzioni enogastronomiche locali protagonista di questo viaggio intorno al gusto mantovano.

Per una dinamica dell’assaggio che apparecchierà il piacere degustativo e guidato in diverse direzioni. Dal profumo originale di taglieri ricoperti da formaggi, salumi e dolci della più classica tradizione di terra virgiliana. Assecondati ed annaffiati dai sapori aromatici speciali dei Vini DOC come Lambrusco e dei Colli Morenici ancora una volta mantovani. Essenze prelibate offerte e proposte per l’occasione esclusiva, dai consigli esperti per il corretto abbinamento a cura di GG Rubes, tecnico assaggiatore, gastronomo e sommelier. Riannodando la felice e corroborante intimità tra Festival Letterario e Itinerari del Gusto. Sintesi ideale di forme espressive vincenti e complementari a sostenere utilmente le necessità del benessere esistenziale.
Per Informazioni
Strada dei Vini e dei Sapori Mantovani
Largo Pradella, 1 – Mantova
Telefono         0376/234420
Fax                  0376/234429
Email              info@mantovastrada.it
www.mantovastrada.it 

 

mercoledì 14 agosto 2013

GG Rubes racconta - fiera delle Grazie


Tutti alle Grazie in bicicletta … “a magnar el cudeghin”
 
 
 

Mancano poche ore e poi bicicletta in spalle e via, anche se non saremo noi a portarla ma sarà essa a trasportarci, infatti, a noi resta solo che pedalare, con destinazione le Grazie, ossia il Santuario della Beata Vergine Maria delle Grazie. Quest’anno anche il Vescovo Roberto Busti approfitterà della nuova pista ciclabile che collega Mantova al Santuario per utilizzare la sua bicicletta. Vediamoci il positivo in questa biciclettata, non perché c’è la crisi, ma per evocare i “bei tempi” quando alle Grazie ci si andava ... col miglior mezzo a disposizione.

Tiglio e Pina sono i nomignoli dei miei nonni i quali abitavano ai Gazzuoli, piccola frazione di Asola. Nonna Pina, cogli occhi che scrutano nella memoria, mi racconta che nel giorno dell’Assunta, a Ferragosto, “a buon ora ci si alzava - si svegliavano quando ancora c’era buio - Nonno e Nonna con tua mamma e tua zia sulla canna della bici e si andava a messa alle Grazie”…

… Biciclette acquistate coi proventi del doppio lavoro, infatti il nonno quando aveva un po’ di tempo pescava, quando i fossi erano pieni di pesce, e la nonna andava a piedi ad Asola a vendere ai signorotti il pescato. Da giorni il nonno aveva controllato e preparato le biciclette, legando dei cuscini alle canne delle biciclette e a quella da donna aveva legato due canne tra il manubrio e la sella, questi cuscini difatti cercavano di evitare dolori al “sederino” delle proprie figliolette.

Il sole lanciava i primi raggi quando le famigliole partivano dai Gazzuoli, molti del paese andavano alle Grazie, e il nonno aveva caricato la figlia più grande sulla canna e sul portapacchi il sacco colla merenda, preparato la sera prima dalla moglie. Nel “sacco” c’erano alcuni panini del giorno prima, spesso in realtà erano fette di polenta, un pezzo di salame e l’immancabile bottiglia di lambrusco, rinfrescata durante la notte nel ruscello dietro casa.

Pedalata dopo pedalata dai Gazzuoli ci si portava a destinazione e qualche famigliola partiva da più lontano: la mamma di Betty, ci racconta che i suoi Nonni “i partiò dà Cavrianö”, da Cavriana: “le prime olte se andao a pé, dopo i noni cul temp ie pasat al caret”.

Molte famigliole delle Colline moreniche residenti in prossimità del Mincio raggiungevano le Grazie utilizzando la barca e a conferma di questo racconto c’è un evento storico legato alla Beata Paola Montaldi, 1443 Volta Mantovana – 1514 Mantova, salvata per miracolo dalle acque del Mincio mentre colla famiglia raggiungeva le Grazie per onorare l’Assunta il 15 agosto...

Raro superare qualcuno se non anziani in bicicletta o altri piedi, spesso invece ci si vedeva sorpassati o da spericolati giovanotti in bici, sempre pronti a correre per sbirciare qualche rara “gonna” al vento, o dalle prime motociclette o ancora più di rado accadeva di essere impolverati dai signorotti che affrontavano il viaggio colle prime autovetture. Non mancava inoltre, come accade ancora oggi durante un lungo viaggio, “papà mi scappa la pipì, fermati!”. Insomma ognuno utilizzava il mezzo permesso dal proprio portafoglio.

La Nonna non voleva mancare l’appuntamento, la prima messa delle sei e mezza, mentre il Nonno in se si pregustava mentalmente coll’acquolina “el cudighin”, il cotechino delle Grazie, perciò ogni fermata voleva dire recuperare il tempo perso. Arrivati c’era la Santa Messa, qualche miscredente che non “prendeva comunione” prima si avviava all’osteria “per eser el prim a tastà el cudeghin”, premio del viaggio, ma comunque il miscredente alla Santa Messa partecipava puntualmente.

Dopo la funzione tutti, “Om, done e putei”, andavano all’Osteria a mangiare “el Cudeghin”. Anche il Nonno avrebbe voluto prima passare dall’Osteria, almeno per sentire l’odore del cotechino, ma … come sempre le donne comandano.

Dopo aver portato i bambini a vedere i lavori dei madonnari e aver fatto merenda lungo il Mincio, si tornava a casa. Per i molti la giornata di festa terminava accudendo le bestie in stalla, per altri c’erano i lavori nei campi. Una volta per il mondo agricolo e per la gente che vi ruotava intorno non esisteva “la festa” ma ogni piccola occasione per poter stare coi propri cari diventava una grande festa.

Il cotechino nella tradizione mantovana era ed è quel piatto che deve essere gustato nei giorni di gran festa. Mio nonno Tiglio quando i “cupàa el purcel” e preparava i cotechini, prendeva la vescica del maiale e con acqua bollente e aceto la lavava, e dopo averla gonfiata la riempiva di impasto, quando questa era pronta restava appesa in cantina assieme agl’altri salumi fino al 26 luglio. Ai Gazzuoli il 26 luglio è Sagra, giorno di gran festa in quanto ricorrenza di Sant’Anna patrona della frazione, e perciò si invitavano a casa i parenti più prossimi e dopo la Santa Messa e, per gli uomini un bicchiere di vino da Emma all’ Osteria del paese, tutti a casa a mangiare “la isiga”, la vescica. Al Nonno spettava tagliarla e offrire le porzioni agli invitati.

Una volta ogni famiglia produceva i salumi per il proprio fabbisogno, esistevano anche segreti per allevare il miglior maiale, quindi ogni descrizione sulla produzione del cotechino potrebbe sembrare non veritiera. Comunemente la regola stabiliva che la carne e il grasso migliori diventavano salami, le cotiche, la carne sanguinosa, quella ricca di nervi, quella definita meno nobile come la lingua, la milza, il cuore e l’osso dello stomaco divenivano parti dell’impasto del cotechino e poi erano insaccati nel budello. Prima di essere insaccate, queste carni, erano macinate molto finemente e poi impastate tra loro aggiungendo noce moscata, chiodi di garofano, cannella, pepe e l’immancabile sale, la quantità e la tipologia di queste droghe fa parte del segreto di ogni “mashalèr” o di ogni famiglia.

Anche nella cottura del cotechino vi sono alcuni accorgimenti da rispettare. Si prenda un canovaccio, mai lavato col detersivo, avvolgete ben stretto il salume se necessario legatelo, immergetelo in acqua fredda e portatelo a bollitura. Dopo la prima bollitura, una decina di minuti, si cambi l’acqua, e quindi si termini la cottura del cotechino. Quando pronto gustatelo con polenta fresca oppure accompagnato col purè, che sia preparato con delle vere patate, si può sposare anche con un cucchiaio di Mostarda Mantovana. Gustatelo anche in un panino, come si fa alle Grazie.

A questo punto resta una scelta difficile: il vino! La tradizione vuole che si beva Lambrusco Mantovano, qualcuno apprezza il Merlot delle Colline moreniche mantovane, ma vi sono degni estimatori che propongono dei vini bianchi con una certa struttura sempre della Collina. In realtà in questi giorni ho provato uno spumante rosé prodotto in “Collina” con della Croatina. Provatelo è un’esperienza molto particolare.

Buon ferragosto ricordando che il Troppo stroppia.

Graziano Giuseppe Rubes